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immagine ingrandita Ecomuseo - Mulino 'dul Tacc' (apre in nuova finestra) L'Ecomuseo si caratterizza e si differenzia dal museo tradizionale per essere un museo del tempo e dello spazio: del tempo perché non privilegia sezioni storiche particolari e definite, ma si riferisce al passato come al presente, proiettandosi verso il futuro; dello spazio perché è il territorio nel suo insieme, con tutte le espressioni ed i segni del lavoro sedimentati nello spessore dei secoli, ad essere bene da conservare. L'Ecomuseo non si limita pertanto a valorizzare solo delle parti, ma estende la sua azione ad interi insiemi paesistici dove particolari fattori naturali e sociali hanno, nel tempo, plasmato e condizionato il modo di vivere, l'economia, le tradizioni e la cultura delle comunità." [tratto dal sito della Regione Piemonte]
L'ecomuseo della Pietra Ollare (Leuzerie nel dialetto maleschese) e degli Scalpellini è uno dei nuovi ecomusei approvati della Regione Piemonte il 27 marzo 2007.

La ricchezza del territorio del Comune di Malesco è stata da sempre la pietra unita al lavoro degli scalpellini.
L'ambiente è caratterizzato da monumenti scenografici naturali (le marmitte glaciali della Cascata della Loana e i giacimenti di Pietra Ollare, e di Marmo) e dalla costante presenza di un?architettura particolare: "Tutto è di pietra: muri, tetti, scale, pavimenti, mensole, balconi, gronde, recinzioni... I segni di un legame anche più antico con la pietra sono evidenti nelle incisioni preistoriche: coppelle scavate nei massi di alpeggi e luoghi di culto fin dai primi pastori che hanno abitato la zona..." (G. Simonis).

immagine ingrandita Museo del Parco Nazionale della Val Grande (Foto Alessandro Vecchi) (apre in nuova finestra) L'eccezionale resistenza al calore ha fatto della pietra ollare il materiale principe per la fabbricazione di camini, stufe e laveggi (leviz): caratteristiche pentole di pietra che venivano utilizzate per scaldare le vivande e che sono state ritrovate anche in tombe celtiche e romane.
La facilità nella lavorazione ha reso la pietra ollare ideale per la produzione di macine di mulini, colonne, capitelli, architravi, fontane, pavimenti, tubazioni, vasi e contenitori, battisteri, obelischi.
La storia dell'ambiente antropizzato è la storia del mestiere antico dello scalpellino (scherpelin).
L'attività degli scalpellini è testimoniata anche nell'architettura con i suoi tetti in piode, i pavimenti, i lastroni per le strade, le mulattiere, i lavatoi, il campanile (ciuké), le balaustre in marmo delle Chiese ed altri manufatti.

Il percorso ecomuseale si snoda dai centri storici di Malesco, Finero e Zornasco e giunge fino all'Alpe Straolgio dove la natura regna incontrastata.

Da visitare il Museo del Parco Nazionale della Val Grande interamente dedicato alla Pietra Ollare e ai suoi utilizzi dalla preistoria fino ai giorni nostri, l'Antico mulino dul Tac recentemente restaurato e il Lavatoio Storico con la mostra permanente su Giovan Maria Salati il primo attraversatore a nuoto del Canale della Manica.



Contatti

Ecomuseo ed "leuzerie" e di "scherpelit"
c/o Comune di Malesco
Via Conte Mellerio n.54 - 28854 Malesco (VB) - Italy
Tel. 0324.92444
info@leuzerie.it


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